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QUANDO IL DESIGN INCONTRA L’ARTE E LA PROVOCAZIONE: STEFAN SAGMEISTER

Breve biografia

Stefan Sagmeister (nato il 6 agosto 1962 a Bregenz, Austria) è uno dei graphic designer più innovativi e influenti del nostro tempo. Sagmeister è riuscito a trasformare la comunicazione visiva in un’esperienza coinvolgente e riflessiva: nei suoi progetti infatti spesso esplora temi profondi e personali, cercando di creare un impatto duraturo e di generare una riflessione critica nel pubblico.

Dopo il liceo Sagmeister si iscrive a ingegneria presso il college di Dorbin, dove a 15 anni scopre la passione per la grafica lavorando alla rivista di sinistra Alphorn: il suo primo progetto creativo è un manifesto per la rivista in cui convince i compagni a formare la “A” di anarchia con i loro corpi, fotografati dal tetto della scuola.

Sagmeister decide poi di trasferirsi a Vienna per studiare graphic design alla Universität für angewandte Kunst, diplomandosi nel 1986. Durante gli studi Sagmeister entra nel collettivo Gruppe Gut e crea manifesti, tra cui una serie per salvare il Ronacher Theater dalla demolizione. Nel 1987 Sagmeister ottiene un master al Pratt Institute di New York.

Sagmeister nel 1991 viene assunto presso la sede di Hong Kong dell’agenzia pubblicitaria Leo Burnett. Nel 1993 arriva la collaborazione con lo studio M&C di Tibor Kalman. Pochi mesi dopo, a causa della chiusura della studio M&C, Sagmeister fonda la propria agenzia.

Successivamente dalla collaborazione con Jessica Walsh nasce Sagmeister & Walsh, studio che resterà attivo fino al 2019.

Lo stile

Sagmeister è noto per i suoi approcci provocatori: il suo stile è concettuale e spesso controverso, con una forte enfasi sulla tipografia come elemento narrativo ed emotivo.

Sagmeister combina modernismo con un tocco personale, usando materiali insoliti, humor e immagini disturbanti per catturare l’attenzione. I suoi lavori sfidano le convenzioni, mescolando graphic design con performance artistiche, spesso aventi a temi argomenti come felicità, bellezza e sacrificio personale.

Stefan Sagmeister graphic design
Grafica realizzata con IA ispirata allo stile di Stefan Sagmeister

Il grafico austriaco ha dichiarato di essersi spesso inspirato per i suoi lavori a Tibor Kilman, James Victore e Storm Thorgerson.

I lavori più conosciuti

Stefan Sagmeister

Sagmeister ha realizzato progetti iconici per il Guggenheim Museum, Time Warner, AIGA (American Istitute of Graphic Arts) e Casa Da Musica di Porto.

Uno dei progetti più noti di Sagmeister è il libro e l’esposizione “Sagmeister: Made You Look“, una raccolta di lavori rappresentanti una panoramica completa della sua carriera e delle sue innovazioni. Il libro è stato elogiato per il suo design originale e interattivo.

Sagmeister ha inoltre lavorato con numerosi artisti del mondo della musica, creando copertine di album e materiale promozionale: tra le collaborazioni più famose quelle con Lou Reed, David Byrne, The Rolling Stones e HP Zinker. Guardando attraverso la plastica rossa del CD di HP Zinker si vede un volto sereno ma rimuovendo il libretto si rivela un’immagine dello stesso uomo che urla: questo lavoro vale a Sagmeister una nomination ai Grammy Award.

Sagmeister lavora per Lou Reed alla copertina dell’album “Set the Twilight Reeling“: in questo caso dalla plastica blu semitrasparente del CD si intravede il primo piano dell’ex Velvet Underground ma una volta estratto il libretto si scopre che il volto emana raggi da un occhio e la copertina è gialla e verde. Nel manifesto pubblicitario che annunciava l’uscita dell’album di Lou Reed titoli e parte dei testi delle canzoni vengono raffigurati direttamente sul volto del cantante.

Da ricordare inoltre il poster realizzato nel 1999 per AIGA Detroit: Sagmeister si fece incidere i dettagli dell’evento sul corpo con un coltello, fotografando il risultato per creare un poster crudo e molto discusso.

Stefan Sagmeister
Copertine dei libri “Sagmeister: made you look”, “Things I have learned in my life so far” e “Now is better

Tra i lavori più famosi anche “The Happy Show“, un’esposizione che esplora il tema della felicità attraverso il design grafico e l’arte visiva. Presentata in vari musei e gallerie, questa mostra è un esempio di come Sagmeister utilizzi il design per esplorare questioni personali e universali. “The Happy Show” combina grafica, installazioni e media interattivi per creare un’esperienza che invita il pubblico a riflettere sulla propria concezione di felicità.

A combinare design grafico, tipografia e arte visiva per comunicare pensieri e riflessioni personali è anche il progetto “Things I have learned in my life so far“, un libro con frasi personali trasformate in opere tipografiche (es. scritte su cartelli o gonfiabili), che mostrano l’abilità di Sagmeister nel narrare visivamente.

In “Now is better” Sagmeister utilizza invece il suo talento grafico per illustrare idee e riflessioni su cosa significhi essere felici e su come il design possa influenzare positivamente la percezione del mondo.

Sagmeister Q&A

Stefan Sagmeister book

Sagmeister ha inoltre pubblicato il libro “Stefan Sagmeister Q&A: domande e risposte in cui troviamo interessanti spunti per capire alcuni aspetti del lavoro di questo importante graphic designer.

Sagmeister definisce il proprio stile “incentrato sull’uomo”, uno stile studiato “in modo tale che sia chiaro allo spettatore che è stato fatto da un essere umano, non da una macchina”.

In relazione alla scelta dello stile tipografico Sagmeister è netto: “Non sono ossessionato dai caratteri e trovo che la selezione di quello giusto sia un esercizio piuttosto noioso. Usare la mia scrittura elimina questo processo, personalizza il pezzo e si può interpretare come una dichiarazione anti-computer, il tutto in una semplice mossa”.

Immagine tratta dal libro “Sagmeister Q&A

Per quanto riguarda il rapporto tra arte e design, Sagmeister cita il motto di Donald Judd: “Design has to work. Art does not“. In un secondo momento però viene valorizzata l’idea di bellezza, slegandola dal concetto di funzionalità: “La maggior parte delle professioni che si basano sul design, che si tratti di architettura, design del prodotto o digitale, non prende molto sul serio la bellezza, con molti professionisti che la vedono come superflua, mentre preferiscono concentrarsi sulla funzione. Credo fermamente che quando si ricerca solo la funzionalità spesso arrivi a un lavoro che non funziona affatto”. Sagmeister è infatti convinto che “un buon design è un design che aiuta le persone o le allieta” e che “risolvere problemi è roba per contabili e ingegneri. Noi possiamo fare molto di più. Possiamo divertire!”.

Ogni 7 anni una pausa sabbatica

Nel libro si ricorda inoltre la decisione di Sagmesiter di prendersi ogni sette anni un anno sabbatico per dedicarsi a progetti personali: “Ogni 7 anni mi prendo un anno intero di pausa per provare cose per le quali non sembra esserci abbastanza tempo durante i giorni di lavoro”.

Decisione che ha anche portato Sagmeister a rifiutare di elaborare un poster per la campagna presidenziale di Barack Obama.

Per approfondire

Libri

Things I Have Learned in My Life So Far (ed. Abram Books)

Sagmeister: made you look (ed. Harry N Abrams INC)

Now is better (ed. Phaidon)

Sagmeister Q&A (Postmedia Books)

Video

Trailer “Stefan Sagmeister. The Happy Show”

Stefan Sagmeister: The power of time off

Stefan Sagmeister: Be smart and DON’T grow your agency