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CHRIS ASHWORTH: LO STILE “SWISS GRIT”

Chris Ashworth e lo stile “Swiss Grit”: quando la precisione svizzera incontra l’anima grezza

Chris Ashworth Disorder Swiss Grit

Chris Ashworth è un graphic designer e tipografo britannico che, a partire dagli anni Novanta, ha costruito un percorso che fonde il rigore tipografico con una sensibilità più ruvida, artigianale, fatta di imperfezioni volute, materiali tangibili, sperimentazione manuale. Questo mix lo ha portato a definire il suo stile come Swiss Grit, un’espressione che unisce “principi svizzeri” — ordine, chiarezza, la pulizia tipografica della tradizione modernista — con texture grezze, usura, segni del tempo, contrasti atmosferici e segni del fare umano.

Chris Ashworth stile
Grafica ispirata allo stile di Chris Ashworth

Il termine “Swiss Grit” nasce dal fatto che Ashworth, durante la sua formazione negli ultimi anni Ottanta, studiò sotto l’influenza della scuola svizzera: griglie rigorose, composizioni chiare, uso ponderato dello spazio negativo, tipografia sans serif netta. Ma ben presto questi elementi tradizionali vennero contaminati dal suo amore per il lavoro analogico: strumenti quali matite, carta, nastro, colla, lettering a trasferimento (Letraset), smacchiatori (Tippex), incisione, elementi fisici che si portano dietro una storia di usura, di texture, di margini “sporchi”. Il risultato è uno stile che non nasconde le imperfezioni ma le abbraccia: esse diventano parte della voce visiva, della personalità del progetto.

Chris Ashworth Ray Gun
Alcuni numeri di Ray Gun a cui ha collaborato Chris Ashworth

Durante il suo lavoro con Ray Gun, storica rivista musicale degli anni Novanta con cui ha collaborato per 15 numeri, Ashworth ebbe l’opportunità di sperimentare molto: layout non convenzionali, uso audace della composizione tipografica, una certa radicalità visuale che rompeva con le norme editoriali del tempo. È lì che il contrasto tra la disciplina svizzera e la sperimentazione visiva trovò una delle sue espressioni più forti. Anche quando lavora con grandi brand, come Microsoft, Nike o altri, Ashworth mantiene una tensione verso quel tipo di sperimentazione personale.

Dopo aver lavorato per Ray Gun, Ashworth diventa direttore creativo per Getty Images, Nokia e Microsoft. Nel corsodegli anni Ashworth ha inoltre collaborato anche con Monster Children e Blah Blah Blah magazine.

Nel 2025 è uscito Disorder: Swiss Grit Vol. II, un libro che raccoglie quasi tre decenni del suo lavoro (dal 1997 al 2024), sia progetti pubblicati che lavori personali inediti. È un volume sostanzioso, quasi 500 pagine, pensato non come un semplice portfolio ma come un racconto: si vedono schizzi, bozze scartate, prove, layout buttati via, segnature manuali, fotografie di materiali trovati, prove cromalin, layout sperimentali — tutto ciò che permette di entrare nel laboratorio, nel fare concreto che sta dietro al risultato finito. L’opera si presenta come un controcanto all’era digitale dominante: un richiamo al valore dell’analogico, del fare con le mani, del bello che deriva dall’imperfezione.

Il libro è esplicitamente “AI‑free”, una dichiarazione che dice molto sul suo pensiero contemporaneo: in un’epoca in cui molti progetti design dipendono da strumenti digitali, Ashworth rilancia l’idea che alcune qualità visive, alcune esperienze sensoriali, certe variazioni sottili, nascono solo da processi manuali, dal tempo, dall’attrito, dall’errore.

Chris Ashworth
Disorder. Swiss grit. Vol 2 – Chris Ashworth
Chris Ashworth Swiss Grit
Collage realizzato con alcuni dei lavori di Ashworth contenuti in Disorder. Swiss Grit vol.2

Quello che rende Swiss Grit interessante non è soltanto l’estetica, ma anche la filosofia che ci sta dietro: l’idea che la creatività possa essere nutrita da materiali “poveri”, da sperimentazione spontanea, da residui. La precisione tipografica non viene abbandonata, ma piuttosto utilizzata come base strutturale, su cui applicare graffi, texture, imperfezioni che portano “personaggio” al design. È un’arte della tensione tra ordine e caos, controllo e lasciarsi andare.

Swiss Grit è diventato per Ashworth non solo uno stile visivo ma un modo di intendere il design: non tutto deve essere perfetto, non tutto deve essere patinato, e spesso l’imperfetto è ciò che rende un lavoro vivo, riconoscibile, con un’anima.

Chris Ashworth
Grafica ispirata allo stile di Chris Ashworth