Breve biografia
Experimental Jetset è uno studio di graphic design indipendente con sede ad Amsterdam, fondato nel 1997 da Marieke Stolk, Erwin Brinkers e Danny van den Dungen. I tre designer si sono incontrati alla Gerrit Rietveld Academy, dove hanno sviluppato un forte legame creativo che li ha portati a collaborare subito dopo la laurea.
Il nome dello studio è ispirato all’album dei Sonic Youth Experimental Jet Set, Trash and No Star (1994), un riferimento che riflette la loro connessione con la cultura pop e le sottoculture post-punk.
Lo studio nasce in un contesto in cui i tre membri condividevano un interesse per il modernismo, il punk e la cultura DIY (do-it-yourself), elementi che hanno plasmato la loro identità creativa. Fin dall’inizio Experimental Jetset si è distinto per la sua struttura collaborativa: i tre designer lavorano come un’unità coesa, evitando le gerarchie tradizionali degli studi di design e ispirandosi al modello di una band musicale, dove ogni membro contribuisce al tutto. La loro metodologia si basa sul concetto di “trasformare il linguaggio in oggetti”, un approccio che combina tipografia, installazioni e materiali stampati.
Experimental Jetset ha collaborato con numerose istituzioni culturali, come il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, che nel 2007 ha acquisito una vasta selezione dei loro lavori per la sua collezione permanente, e il Whitney Museum of American Art, per il quale hanno progettato un’identità grafica nel 2012. Il loro portfolio include progetti per musei, gallerie, biennali e marchi indipendenti.

Stile
Lo stile dello studio Experimental Jetset è profondamente radicato nel modernismo olandese, con influenze che spaziano da designer come Wim Crouwel a movimenti come il De Stijl. La loro estetica è caratterizzata da un uso rigoroso della tipografia, spesso incentrata sull’Helvetica, linee pulite, griglie strutturate e una palette cromatica minimalista, prevalentemente monocromatica. Lo studio di Amsterdam reinterpreta il modernismo attraverso un filtro contemporaneo, mescolandolo con riferimenti alla cultura pop e alle sottoculture degli anni ’80, come ad esempio il post-punk.
Il rapporto con l’Helvetica

Lo studio di graphic design olandese è diventato celebre per il suo uso prominente dell’Helvetica, tanto da essere frequentemente associato a questo carattere tipografico nell’immaginario collettivo.
L’Helvetica entra nel lavoro dello studio Experimental Jetset come un’estensione naturale del loro interesse per il modernismo, in particolare quello svizzero e olandese, dove la tipografia neutra e funzionale ha avuto un ruolo centrale. L’Helvetica è infatti il simbolo per eccellenza della chiarezza, della semplicità e della versatilità, caratteristiche che risuonano con l’approccio minimalista e strutturato dello studio. Per Experimental Jetset, l’Helvetica rappresenta una sorta di “default” culturale, un punto di partenza neutrale che permette al contenuto e alla struttura del design di emergere senza distrazioni estetiche superflue.
Lavori più famosi

T-shirt “John & Paul & Ringo & George” (2001)
Una delle loro opere più iconiche, questa maglietta presenta i nomi dei Beatles disposti in Helvetica su righe separate. Lo stile della t-shirt è stato ripreso e rielaborato da più parti, inserendo al posto dei nomi dei Beatles le parole più disparate.
Identità grafica del Whitney Museum (2012)
Per il Whitney Museum of American Art, Experimental Jetset ha creato un’identità visiva basata sul concetto di “Responsive W”. Utilizzando una versione di Neue Haas Grotesk, lo studio ha sviluppato un sistema grafico flessibile che si adatta a diverse proporzioni e superfici, mantenendo una coerenza modernista.

Poster per Terminal Five (2005)
Realizzati per un’esposizione al TWA Terminal di JFK progettato da Eero Saarinen, questi poster combinano citazioni di figure come Filippo Marinetti e Theo van Doesburg con immagini di aerei, creando un dialogo tra modernismo e avanguardia. Il design è stato lodato per la sua capacità di evocare sia entusiasmo che un senso di anacronismo.
“Two or Three Things I Know About Provo” (2011)
Questa installazione, esposta al W139 di Amsterdam, esplora il movimento controculturale olandese Provo degli anni ’60. Attraverso testi, poster e oggetti, il progetto riflette l’interesse dello studio per la storia sociale e il design come mezzo di narrazione.
“We Are the World” (2003)
Realizzato per la Biennale di Venezia, questo catalogo con poster rimovibili utilizza un’estetica ispirata ai test di Rorschach, combinando tipografia in Helvetica con grandi aree in bianco e nero.
Per approfondire
Insights 2009: Experimental Jetset
Conversation with Experimental Jetset Hosted by Ellen Lupton
“Superstructure”, presentation by Experimental Jetset